Milos'

History

Milos ė un’isola vulcanica del Mar Egeo. È abitata dai tempi preistorici ed ha offerto ingenti risorse minerarie: ossidiana nell’era preistorica, caolino e pozzolana dai tempi storici fino ad oggi e di recente betonite, perlite. Ha la forma di uno zoccolo di cavallo e si possono trovare varie spiagge che rendono Milos una meta turistica. La famosa statua della Venere di Milo, la quale oggi si trova nel museo di Louvre (Parigi) fu trovata a Milos nel 1820 invece la sua copia si trova nel Museo Archeologico di Milos a Plaka.

Venere di Milo
Magnifica statua dell’epoca Ellenistica la quale fu trovata a Milos nel 1820. La statua fu scoperta da un agricoltore dal nome Georgios Kentrotas che non conoscendo la sua importanza archeologica, la usò come parte dello steccato del suo terreno. Appena la Soprintendenza archeologica Francese si rese conto del valore del reperto lo comprò subito dall’agricoltore per il prezzo di 400 piastre. Svariati trafficanti di antichità, cercarono di rubarla senza successo. La statua fu caricata e trasportata nel Museo di Louvre, a Parigi, ove si trova fino ad oggi. Durante il trasporto difficoltoso si persero le due braccia della statua. Nel museo archeologico di Milos, si trova una «copia autenticata» della statua, realizzata nei laboratori del museo di Louvre. Alcuni anni fa, fu eseguita una ricerca nel porto e furono trovate 2 braccia maschili che appartenevano ad un’altra statua sconosciuta.

Le catacombe di Milos
Le catacombe sono scavate in tombe vulcaniche e sono uno dei punti d’ interesse turistico dell’isola. Le catacombe furono scoperte da trafficanti di antichitá e divennero note dopo il loro saccheggio, nel 1840. Sono tre ed insieme ai cinque corridoi ed una camera funeraria formano un sistema dedaleo dalla lunghezza totale di 185 metri. Avevano entrate che davano all’esterno ma oggi giorno ė praticabile solo una di esse, quella della seconda catacomba ovvero dei «Presbiteri», da dove può entrare il visitatore. Inside the catacombs, right and left on the walls, there are the “arcosolia” (dug arches), in which, as in the floor, the tombs were opened. Today 126 dug arches survive (Petrochilos, 1972) and are estimated to host thousands of buried remains. Each tomb used to have a lamp; today, they have been fitted with electric bulbs that illuminate the area discretely, reproducing the atmosphere of the distant past. Nell’interno delle catacombe, a destra e sinistra sui muri, si possono vedere gli “arcosolium” (absidi scavate) all’interno delle quali, come anche sul pavimento, si aprivano le tombe. Si salvano 126 Arcosolium fino ad oggi (Petroxeilou, 1972) e si calcola che siano stati sepolti alcune migliaia di morti. In ogni tomba c’era un lume, al posto del quale oggi sono state messe lampadine elettriche che illuminano l’ambiente con discrezione e creano l’atmosfera di quei tempi. Nelle tombe delle persone più importanti disegnavano simboli cristiani o incidevano epigrafi. Questi videro e studiarono i Ross (1843) e Sotiriou (1927), anche se con il passare del tempo la maggior parte di essi furono distrutti. Un’epigrafe di questo tipo può essere vista dai visitatori nella seconda catacomba, nel 6o arcosolium a destra. È l’epigrafe dei «Presbiteri», da dove trae anche il suo nome. Inoltre nella stessa catacomba, più o meno a metà, c’ė una tomba scavata nella roccia sotto forma di sarcofago. Si pensa che fosse stato sepolto in essa uno dei primi martiri del cristianesimo ed inoltre che i primi cristiani la usassero come Altare nelle loro funzioni. L’attività dei primi cristiani nelle catacombe si arresta poco dopo l’istituzione della tolleranza religiosa (editto di Milano), o fino a che non fosse distrutta ed abbandonata l’antica città di Klima per via dei terremoti del 5ο o 6ο secolo d.C.

Spiagge Incantevoli
L’isola di Milos ė rinomata per le sue coste merlettate. Con oltre 75 piccole e grandi spiagge, dalle acque azzurre e cristalline, rocce scolpite e colorate e spiagge di sabbia dorata, ė sicuro che la troverete entusiasmante. Per via della derivazione vulcanica del suo suolo, Milos fogia una morfologia impressionante e una vasta varietà di spiagge. Incontrerete spiagge di sabbia dorata e callette con sassi sormontate da rocche, bianche, rosse, gialle o persino nere. Troverete anche vari colori e profondità nel suo mare, come anche avrete la possibilità di nuotare in spiagge completamente organizzate o al contrario scegliere situazioni più solitarie e selvatiche. La cosa certa ė che le acque pulite dell’isola e le spiagge di bellezza unica vi offriranno un’esperienza senza eguali. Per quanto riguarda l’accessibilità, la rete stradale ė molto buona nelle zone del nord dell’isola e nella maggior parte delle spiagge del sud. In quelle che si trovano nella parte orientale e occidentale dell’isola l’accessibilità ė relativamente difficile e nella maggior parte del tragitto ė in terra battuta. Inoltre, esistono spiagge, (come Kleftiko, Gerakas, Sikiá e tante altre che non sono nominate) le quali potete raggiungere solo dal mare, prendendo parte alle escursioni marittime che partono da Adamanta. Infine, vi proponiamo di scegliere la spiaggia dove nuoterete non solo in base alla sua bellezza, ma anche in base alla direzione del vento. Quando soffia il vento etesio e i venti del nord ė meglio scegliere spiagge che si trovano all’interno del golfo, o ancora meglio nella parte sud del’isola. Al contrario, quando soffiano i venti del sud, vi proponiamo di visitare le spiagge che si trovano nella parte settentrionale dell’isola..

Zone Natura 2000 - Biotopi
Una rete di sicurezza per i biotopi dell’Europa e per le specie a rischio di estinzione. La rete di zone NATURA 2000 dell’Unione Europea: iniziativa di una società aperta di cittadini che tiene in considerazione le conseguenze del disprezzo umano per la natura, si preoccupa dei pericoli che si moltiplicano e cura, con ricerche scientifiche e leggi di stato, per prevenire danni irreparabili all’ecosistema… Ma costituisce anche una politica lungimirante che ha come scopo l’assicurazione del continuo sviluppo di luoghi graziati con caratteristiche naturali uniche, in combinazione alla ricchezza culturale e le possibilità turistiche. Una rete di sicurezza per le zone dei biotopi di Milos, l’inclusione nella rete NATURA 2000 di due zone dalle rare caratteristiche: della zona terrestre e della zona costiera della parte occidentale dell’isola. Una decisione che protegge l’equilibrio naturale e la biodiversità dell’ecosistema… Ed inoltre una promessa di sviluppo ed un messaggio positivo per il futuro di questo luogo avvantaggiato, l’ambiente del quale, fino ad ora, fu sfruttato unilateralmente e che può ormai essere sfruttato in vari modi, nella giusta misura e con rispetto delle sue ricchezze naturali.

Geologia - Spiaggie - Geotermia
Milos: una memoria vivida dell’età giovanile tumultuosa del pianeta terra. Il cucuzzolo di Egiida che rimase sulla superficie dell’arcipelago con sparsi dappertutto, sulla groppa come anche nelle sue viscere, i segni della lunga insonnia dei vulcani. Crateri cicatrizzati, caverne ricamate sulle spiagge, meteora marini irrequieti e calde acque termali racchiudono in se due milioni di anni di esplosioni a catena – annotazioni sistematiche di un diario della cosmogonia che infine si trasformò in un’isola, risparmiando tutte le alterazioni della lava raffreddata: ossidiana, perlite, betonite, caolino, pozzolana, zolfo, barite, gesso, allume… Giacimenti sotto i pori della terra – pori vitali per le persone, dall’inizio della preistoria fino ai giorni nostri. Pietrificazioni sulla sua pelle – reperti, in un museo geologico all’aperto unico nella sua specie.

Foca Mediterranea
Una volta vivevano sulla terraferma. Venticinque milioni di anni fa, i loro antenati, si spostarono nei mari, attraversarono a nuoto il tempo ed arrivarono fino ai nostri giorni stanche e poche. Sono le foche Monachus monachus, la specie mammifera più rara dell’ecosistema Mediterraneo, che rischiò l’estinzione dall’onda della noncuranza umana nei confronti dell’ambiente. Creature una volta amate da dei e umani, più avanti nel tempo perseguite per secoli, divennero ai giorni nostri di nuovo animali protetti di una civiltà che vede le nostre ricchezze naturali sfumare. Nel profondo blu dell’universo di Milos, le foche Monachus monachus trovano il loro rifugio ideale. Nelle increspature vulcaniche delle sue coste che formano una moltitudine di caverne marine, ma anche nelle isole adiacenti di Kimolos e Poliego, trovano lo spazio e il tempo per riposarsi e partorire. Per questo motivo, di diritto, il mare di Milos viene considerato uno dei biotopi più importanti della foca mediterranea – un’arca ospitevole che salva gli animali sacri che una volta venivano protetti dagli Dei Apollo e Nettuno.

Source: www.milos.gr & http://el.wikipedia.org/wiki/Μήλος